La Puglia, in questi ultimi anni, ha avuto un notevole riconoscimento turistico: molti i visitatori che, spesso con sacrificio, giungono a noi e molti, purtroppo, sono quelli che vengono una volta e poi non più per vari motivi che vanno dal solito “troppo cari i prezzi”, ai furbi che considerano il povero turista un “pollo da spennare” o, più semplicemente, per la lontananza, visto che il Salento, “tacco dell’italico stivale” è sempre mal servito da treni ed aerei. Ai nostri visitatori non resta, spesso, che il pullman ed il solito viaggio organizzato.

Nonostante tutto questo, però, l’incremento turistico c’è e chi viene nel Salento non può non visitare Lecce, Otranto, Gallipoli e Santa Maria di Leuca: sono queste, infatti, le prime tappe che un gruppo, per la prima volta nel Salento, richiede.

Qualche giorno fa è successo qualcosa che nessun operatore turistico locale si aspettava: in sordina, la Curia Vescovile di Lecce, in collaborazione con una cooperativa, ha indetto una conferenza stampa per presentare il progetto battezzato “LeccEcclesiae”; si tratta, in sostanza, di introdurre un ticket unico da 10 euro a persona per accedere, dalle 9 alle 21 e per tutto l’anno, a quattro chiese del centro storico: il Duomo, Santa Croce, Santa Chiara e San Matteo oltre al Museo Diocesano. I turisti, sia singoli che in gruppo, attraverso il pagamento del biglietto d’ingresso, avranno la possibilità di accedere in qualsiasi ora e dei depliant per scoprire i siti a loro disposizione.

Da quanto abbiamo potuto apprendere, è possibile acquistare, oltre al ticket cumulativo, anche un biglietto per ogni singolo monumento, con prezzi che variano da 5 a 9 Euro, anche se, dalle informazioni avute, ci è sembrato che i promotori del progetto non avessero ancora ben stabilito questi “dettagli”.

Il ticket, anche qui abbiamo notizie discordanti, avrebbe validità da 15 giorni a 3 mesi e si parla di un “accesso unico” ad ogni sito, ovvero si entra una volta sola nello stesso sito (previa apposizione di un “timbro” sul biglietto?) ed una volta entrati non si può più rientrare se non acquistando un nuovo biglietto per il singolo sito; resta però che il precedente biglietto è valido per usufruire dei siti che restano (quelli non “timbrati”)…

Questa idea ha certamente lasciato molto perplessi gli operatori turistici, che, senza preavviso, devono correre ad aggiornare i contratti già stipulati e, ovviamente, i preventivi già concordati con i clienti non sono più validi.

Ma queste somme a cosa servono? Di preciso non è chiaro, anche se, parlando di soldi, la Chiesa Cattolica può sempre contare sull’8 per mille dell’IRPEF che, considerando i 700 miliardi annualmente versati dai contribuenti, porterebbe ad un introito pari, grosso modo, a 5 miliardi di Euro, equivalente del prodotto interno lordo di paesi come le Maldive o le Barbados, giusto per fare un piccolo confronto.

Tuttavia, secondo quanto affermato da Monsignor Seccia, queste somme servirebbero al recupero del bene anche se, durante la conferenza, si è parlato anche di 25 nuove assunzioni tra le guide turistiche abilitate (affermazione di fatto smentita dopo 30 minuti nella stessa conferenza), per gli addetti alla biglietteria, al controllo del decoro di chi entra in chiesa e per le pulizie dei siti interessati.

Molto interessante è come prenotare, visto che ancora le modalità non sono chiare. Non esiste un sito internet o un telefono: pertanto, la prenotazione è da farsi in un botteghino in Piazza Duomo con preferenza a “chi primo arriva”. Quindi, un gruppo di visitatori arriva a Lecce e corre a far la fila al botteghino per acquistare gli agognati biglietti, magari saltando la visita guidata e forse anche il pranzo. Uno stress… Se “Parigi val bene una messa” figuriamoci Lecce, dove, a questo punto, si spera che almeno quella sia “gratis et amore Dei”.

Se il proposito della Curia Leccese era quello di evitare code e resse nelle chiese, poteva prendere benissimo esempio dalla Curia di Taranto che prevede una prenotazione per il controllo dei flussi all’interno della cattedrale e della cripta ed il pagamento in caso si visiti il luogo fuori dall’orario di apertura.

Alle guide turistiche, per evitare pasticci e brutte figure (che faremmo tutti, indistintamente), non resta che spiegare il monumento dalla pubblica strada ed invitare, chi volesse visitarlo dall’interno, ad acquistare il biglietto al termine della visita guidata o limitare gli accessi alle chiese fortunatamente ancora prive del pedaggio di ingresso.

Anche il prezzo non è da poco: 10 Euro potrebbero anche pesare su una famiglia di 4 persone, visto anche il periodo non particolarmente florido; per un pullman di 40 persone della classica scampagnata di un giorno solo potrebbe rappresentare la spesa più grande dopo il carburante.

Non possiamo non constatare che l’iniziativa della Curia non aiuta certo il Salento ed i turisti che lo scelgono come meta, non soltanto per il costo quanto per la eccessiva burocratizzazione del metodo per potersi procurare il tanto agognato “biglietto” che, ci teniamo a precisarlo, è a carico anche dei locali che, provenendo da diversa diocesi salentina, saranno costretti a pagarlo per accedere: l’accesso alle chiese, infatti, è gratuito solo ai residenti della diocesi di Lecce (forse chiederanno il documento di identità prima dell’accesso?), ai bambini al di sotto degli 11 anni (altro documento da esibire) e durante le funzioni religiose.

Forse è ancora troppo presto per dire a chi gioverà questa decisione ma, già da adesso possiamo dire chi ci perderà con questa decisioneSono le agenzie turistiche, i ristoranti, gli hotel, i B&B e tutte le attività commerciali che vivono di turismo in una città come Lecce che ha scoperto che, la cultura, può aiutare a sopravvivere.

CNA Puglia – Beni culturali e Turismo

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One thought on “CNA: “Per accedere nelle chiese a Lecce si paga?”

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