Brindisi – La condanna, anche in appello, dei due dirigenti di Enel Produzione Spa, in merito al processo relativo alla contaminazione derivante dalla fuoriuscita di “polvere di carbone” dal nastro trasportatore e dal vecchio “carbonile” di Cerano, non può che vedermi del tutto concorde con la Procura Generale e con il Tribunale; ancor più nel momento in cui viene ammesso alla Provincia il riconoscimento del danno.

Non posso che fare i complimenti all’Avv. Rosario Almiento per la tenacia con la quale ha inteso rivendicare, congiuntamente all’allora Presidente della Provincia (se non erro Ferrarese), le ragioni di diritto e di merito avanzate nel processo di primo grado.

Poco conta il “quantum” del risarcimento del danno subito, resta la concretezza del riconoscimento morale e giuridico che il territorio di Brindisi e la propria popolazione ha subito.

Da parte mia vi è, comunque, un forte disappunto per la mancata costituzione in appello del Comune di Brindisi, cosa per la quale, ancor oggi, non ne individuo i motivi.

Ritengo che le condanne confermate, se pur con il garantismo di un ulteriore grado di giudizio, siano il massimo che poteva ottenersi per gli unici capi d’imputazione allora ascrivibili agli imputati, quali: imbrattamento, insudiciamento, danni, molestie alle persone ivi residenti.

Infatti il procedimento penale era rubricato al numero 1316/09 R.G.N.R. e quindi antecedente alla così detta “Legge sugli Ecoreati” (L. n. 68/2015) che rappresenta un vero e proprio unicum in Europa, con l’inserimento di nuovi delitti, l’inasprimento delle sanzioni e il raddoppio dei termini di prescrizione; in particolare, fra i “delitti” introdotti dalla Legge, solo il c.d. “disastro ambientale” è di totale pertinenza del Ministero dell’Ambiente.

Nel caso del processo relativo alla dispersione del “polverino di carbone”, ove questa avvenuta successivamente alla legge sugli ecoreati, avrebbe avuto una chiara rispondenza con il “delitto di inquinamento ambientale” e con l’introduzione nel codice penale del nuovo articolo “452 bis”; infatti, nel corso del processo è stato riconosciuto, con le provvisorie condanne, la compromissione ed il deterioramento significativo del suolo, del sottosuolo e della falda freatica, aggravata dal fatto che in parte ciò è avvenuto in un’area protetta e sottoposta a vincoli come è il “Parco Regionale di Punta della Contessa-ZPS”.

Il risentimento che subisco per la mancata costituzione del Comune di Brindisi nel processo d’appello è relativo al fatto che, essendo stato consulente tecnico di parte (CTP) per i Comuni di Brindisi e Torchiarolo, per Legambiente Puglia e per alcuni privati, sono stato escusso, fra esame e contro-esame della difesa, per circa 8 ore, neppure fossi stato io l’imputato!!

L’impegno che ho profuso per il processo è stato molto radicato, avendone anche una propensione ambientalista, oltre che professionale; il richiamato impegno mi ha condotto anche alla definizione del “quantum” relativo al risarcimento per il Comune di Brindisi e connesso alla “Valutazione del danno economico” (con obbligo di restitutio in integrum):

Infatti, nella mia relazione del giugno 2014, riportavo un’attenta analisi del “Danno Patrimoniale” subito dai territori e frazionato in: perdita di redditività, riavviamento attività agricole, precesa, regimentazione idraulica, perdita di valore di mercato, fenomeni di pre-desertificazione del-l’epidetum, bonifica dalla contaminazione dei terreni e rinaturalizzazione del paesaggio;  gli importi calcolati suddivisi per periodi temporali e per zone (Parco, zona umida e zona agricola) erano pari a 263.253.323,94 € che, congiuntamente ad un “Danno non patrimoniale”, stimato nel 20 % di quello patrimoniale (52.650.664,79 €), portava ad un totale di 315.903.988,73 €.

In definitiva, nel tornare a fare i complimenti all’Avv. Almiento per la risolutezza/caparbietà con la quale ha creduto nelle proprie idee ed a salvaguardia degli interessi, delle funzioni e delle responsabilità proprie dell’Ente Provincia, non posso che auspicare il buon esito anche del procedimento civile per la quantificazione del danno subito dai territori allocati nei Comuni di Brindisi e Torchiarolo che hanno patito l’angosciante presenza del polverino di carbone.

Per il Comune di Brindisi, fatta salva la totale incolpevolezza dell’attuale Giunta, non mi resta che stendere un velo di pietoso silenzio.   

prof. Dott. Francesco Magno



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