martedì 2 ottobre 2018

Brindisi. PRI: "L'incendio nella zona industriale non può non suscitare preoccupazione ed allarme nella popolazione"

BRINDISI. "L’incendio divampato nella serata di ieri nella Zona Industriale, a poche centinaia di metri dallo stabilimento della IPEM, non può non suscitare preoccupazione ed allarme nella popolazione" si legge in un comunicato congiunto della Segreteria Cittadina e del Gruppo Consiliare del PRI Brindisi relativo all'incendio divampato nel pomeriggio di lunedì 1 ottobre nella zona industriale, nei pressi dell'impianto di lavorazione del GPL di proprietà della IPEM "Tanto avveniva nel mentre il Consiglio Comunale, approvando alla unanimità un Ordine del giorno riguardante la netta contrarietà alla ipotesi prospettata dalla società A2A di realizzare un impianto di trattamento dei rifiuti nell’area della ex centrale di Costa Morena, ribadiva la volontà di ipotizzare per la nostra città un nuovo modello di sviluppo, non più incentrato sulla presenza di impianti inquinanti o pericolosi. Troppo spesso si dimentica, infatti, che tra le tante definizioni negative attribuite al nostro territorio vi è anche quella di “area ad elevato rischio di incidenti rilevanti. A tal proposito il Decreto Ministeriale 9 maggio 2001 obbligava i Comuni nel cui territorio insistono impianti pericolosi a redigere un apposito piano, cosiddetto RIR, in cui dovevano essere stabiliti i requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante. In ossequio alle disposizioni di tale Decreto l’Amministrazione Comunale di Brindisi, con deliberazione della Giunta Municipale del 18/10/2002, affidò alla ASL la redazione di tale Piano che, pur essendo stato consegnato e più volte integrato, non è mai giunto in Consiglio Comunale per la sua approvazione. Tra gli impianti che venivano 'monitorati' nel Piano RIR consegnato vi era anche quello della IPEM. Ricordiamo che si tratta di un impianto in cui viene svolta la attività di ricevimento, stoccaggio, movimentazione, miscelazione, travaso e spedizione di GPL (Gas Naturale Liquefatto) oltre che nel ricevimento, stoccaggio, movimentazione e spedizione di propilene. Le attività di rifornimento avvengono tramite navi gasiere che ormeggiano nel porto di Brindisi, in un punto che fu assolutamente giudicato 'incompatibile con la presenza di persone e merci' nel Piano a suo tempo redatto dal Ministero dell’Ambiente e di cui era auspicato un trasferimento mai avvenuto. Il prodotto viene ancora adesso evacuato tramite ferro cisterne che continuano ad attraversare i binari della stazione centrale nel mentre l’esecuzione dell’appalto a suo tempo conferito per la realizzazione di una bretella ferroviaria che avrebbe dovuto dirottare i vagoni merci lontano dal centro abitato risulta assolutamente ferma. Evidentemente la tragedia di Viareggio non ha insegnato nulla. Sembrerebbe, addirittura, che sia stata autorizzato,  con la formula del silenzio assenso!, un ampliamento dell’impianto senza che si sia proceduto ad una adeguata Valutazione Ambientale. Così come pare che l’Autorità Portuale abbia rilasciato una concessione definitiva per l’approdo delle navi gasiere a Costa Morena Ovest nonostante le prescrizioni ed i suggerimenti del Ministero dell’Ambiente. Intanto una modifica al percorso della bretella ferroviaria, inizialmente progettato per l’arrivo delle merci a Tuturano, lontano dal centro abitato, avrebbe fatto sorgere una controversia milionaria con la ditta incaricata della esecuzione dei lavori. Il danno oltre la beffa. Su questi temi è intendimento del PRI svolgere una approfondita indagine ed invitare il Sindaco ad avvalersi di tutti i suoi poteri per garantire la sicurezza della popolazione brindisina".

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